IL PROCESSO AI TEMPLARI

 

 

 

IL PROCESSO AI TEMPLARI

In questa pagina, abbiamo voluto portare all'attenzione di tutti i gentili visitatori del nostro sito, il testo esatto della Bolla Pontificia "Vox in Excelso", o "Vox Clamantis" emessa da Papa Clemente V a Vienne, in Francia, il 22 marzo 1312, bolla che sancisce la fine dell'Ordine del Tempio.

Avere la copia fotografica e quindi le fotocopie di detta bolla, non è stata affatto impresa semplice, in quanto prima sembrava "introvabile", poi alla fine, con notevoli sforzi è stata finalmente rintracciata nell'Archivio Segreto Vaticano, dal quale provengono direttamente le fotocopie di detta bolla, e a riprova di ciò riproduciamo la fattura inerente a tale servizio effettuato proprio dall'Archivio Segreto Pontificio.

Le copie fotostatiche che ci sono state inviate erano veramente quasi illeggibili, tanto che per avere un testo esatto e preciso, sono occorsi quasi due anni di duro lavoro prima davanti al computer e poi è stato richiesto l'intervento di diversi esimi esperti di lingua latina. Ci teniamo a precisare e sottolineare che il testo che riportiamo è il risultato dell'accurata lettura e traduzione, come detto, del testo originale, effettuato da grandi esperti di lingua latina e medievale, e qualcuno di loro, possiamo dirlo senza problemi, fa parte integrante di Santa Madre Chiesa, nelle sfere più alte.

Ma ora, finalmente, dopo tante fatiche e peregrinazioni, possiamo avere il testo integrale e tradotto alla perfezione di questa che noi usiamo chiamare la Bolla della Menzogna, o Bolla dell'Infamia, proprio come il titolo di questa nostra pagina. Lasciamo alla bontà di chi legge la valutazione del contenuto della bolla, che definire infamante è poco.

Per come sono andate storicamente le cose, e ne abbiamo tutte le prove, la bolla è un insieme di falsità colossali, solo parzialmente mitigate alla fine della bolla stessa, che non sopprime l'Ordine, ma lo sospende, come tutti potranno leggere e così valutare il tutto.

Come sappiamo all'Ordine del Tempio è stato addirittura negato il diritto alla difesa, ed anche questo è scritto nella bolla, e tutto il resto, compreso l'interrogatorio di 72 templari, è stato partorito dalla fertile e malvagia mente dell'Inquisizione di Francia, solo per permettere al re, Filippo IV detto il Bello, di appropriarsi di tutti i beni dell'Ordine, cosa che, perché non fosse chiara a tutti, è stata ben specificata in un passo della bolla stessa, nel quale si afferma che il re non vuole appropriarsi dei beni dei Templari, un'assurdità storica ormai provata in tutti i modi.

Ma come detto lasciamo a chi legge la valutazione, ben sapendo le cose come sono in realtà andate, dal testo di questa bolla. Ci sia però permesso aggiungere, dopo il testo integrale della bolla, un nostro brevissimo quanto spassionato e tecnico parere.

Noi speriamo e preghiamo che Dio Onnipotente perdoni tutti coloro che hanno contribuito in prima persona e non a questo insieme di menzogne che ha portato alle più strazianti atrocità, come ben è riportato nella pagina di questo sito dedicata al processo ai Templari.

Noi abbiamo già perdonato, come Gesù Cristo ci ha insegnato, chiediamo soltanto alla Chiesa di riflettere e di meditare su questo errore da lei commesso, riabilitando agli occhi di tutti quello che è stato un Ordine fedele e sacro, riflessione che vogliamo portare davanti a Sua Santità il Pontefice, Giovanni Paolo II, ricordando a tutti che l'Ordine del Tempio ha lasciato i cadaveri di migliaia di cavalieri sulle ardenti sabbie dei deserti della Palestina, morti in battaglia con sulle labbra il grido sacro:

“Per Christus et In Christus”

 

IL TESTO INTEGRALE DELLA BOLLA

"Clemente vescovo, servo dei servi di Dio, a perpetuo ricorso dell'avvenimento.

Si è udita, nell'alto, una voce di lamento, di pianto e di lutto.

Poiché è venuto il tempo nel quale il Signore si lamenta per bocca del profeta: questa casa si è trasformata per me in causa di furore e di indignazione; e sarà tolta via dal mio cospetto per la malvagità dei suoi figli, perché essi mi provocarono all'ira, rivolgendomi le spalle, non la faccia, e collocando i loro idoli nella Mia casa, nella quale è stato invocato il Mio Nome, per contaminarla.

Costruirono alture in nome di Baal, per iniziare e consacrare i loro figli agli idoli e ai demoni.

Hanno peccato gravemente come nei giorni di gabaa. All'udire di questa voce orrenda, e per l'orrore di tanta ignominia - chi intese mai, infatti, una tale cosa? Chi vide mai una cosa simile? - caddi nell'udirla, mi rattristai nel vederla, il mio cuore si amareggiò e le tenebre mi fecero rimanere stupefatto.

Infatti la voce del popolo sale dalla città, la voce esce dal Tempio, è la voce del Signore che rende la mercede ai Suoi nemici.

E il profeta è costretto ad esclamare: dà ad essi, Signore, un seno senza figli e mammelle senza latte.

La loro malizia si è resa manifesta per la loro perdizione.

Scacciali dalla Tua Casa, si secchino loro le radici; non portino frutti; non sia più questa casa, causa di amarezza e spina di dolore.

Non è poca, infatti, la sua infedeltà: essa che immola i suoi figli e li dà e li consacra ai dèmoni e non a Dio, a dèi che essi ignoravano.

Quindi questa casa sarà abbandonata e oggetto di vergogna, maledetta e deserta, sconvolta, ridotta in polvere, ultimo deserto, senza vie, arido per l'ira di Dio, che ha disprezzato.

Non sia abitata, ma venga ridotta in solitudine; tutti si meraviglino di essa e soffino con disprezzo sulle piaghe.

Dio, infatti, non ha scelto la gente per il luogo, ma il luogo per la gente.

 

 

 

 

 

BREVE COMMENTO

Aggiungere altro a quello che è stato scritto da Papa Clemente V sarebbe difficile, in quanto non troviamo le parole, inorriditi da tali accuse e commossi nel sapere, nella verità vera, come sono andate storicamente le cose.

Aggiungiamo soltanto che il Papa, forse in un barlume di lucidità e di coscienza, scrive che "non con sentenza definitiva, ma con provvedimento apostolico", cioè dice che non ci sono prove contro l'Ordine, e che la sentenza non è definitiva.

Inoltre, come sarebbe d'uopo in un processo apostolico così conclusosi, doveva esserci la sentenza di scomunica dell'Ordine e di tutti i suoi appartenenti, ma così non è: la minaccia successiva non ha valore alcuno, perché non è incorsa la scomunica primaria. Ultima cosa: tutto era già in accordo, per quanto riguarda i beni dei Templari.

Il Papa dice nella sua bolla che non saranno tollerate intromissioni di nessuno per quanto riguarda i beni stessi: ebbene sappiamo dalla storia che Filippo IV si appropriò di una buona parte di questi beni, senza autorizzazione, e il Papa stesso, quando vuole incamerare i beni dell'Ordine del Tempio, fa esattamente la cosa opposta.

Infatti, con la bolla "Ad Providam", emessa il 29 maggio 1312, trasferisce i beni dei Templari ai Giovanniti, ossia ai Cavalieri dell'Ordine di San Giovanni, gli attuali Cavalieri di Malta.

Poi, il Papa nella bolla avoca a sé tutti i futuri giudizi sui Templari come singole persone: ebbene, anche qui sappiamo come Filippo IV, con un gesto ignobile ed infamante, abbia di sua iniziativa fatto bruciare sul rogo il Gran Maestro dell'Ordine del Tempio, Jacques de Molay e gli altri Templari superstiti.

Pensiamo che tutto questo non abbia più bisogno di alcun commento. Come abbiamo già detto, preghiamo l'Onnipotente che perdoni gli orrendi peccati di cui le bieche figure di Clemente V, di Filippo IV di Francia e di tutti gli Inquisitori, Imbert e Nogaret in testa, si sono macchiati.

Il perdono è una cosa che Cristo ci ha insegnato, e che noi Templari mettiamo in pratica, ma non solo perché è l'insegnamento del Re dei Re, ma perché lo sentiamo, e siamo convinti che la bellezza interiore dell'uomo parta dal suo cuore, dalla sua capacità di comprendere e perdonare: tutto il resto viene di conseguenza, sempre camminando nella via tracciata dal Cristo, una via di Luce e di Verità, oltre che Amore e di Perdono.

Che Dio abbia pietà di tutti noi